Mwembe Mutuma

Mwembe Mutuma è un’espressione in lingua kimeru e vuol dire “l’amore che unisce”.  Il kimeru è la lingua parlata nell’area di Kirhua, sull'altipiano Kathita alle pendici del Monte Kenya, dove Fausto Prandini e Lia Ferri hanno vissuto tre anni collaborando a un progetto di sviluppo promosso dal CEFA e  Mwembe Mutuma è l’invito al quale hanno risposto i numerosi amici che sono venuti il 29 agosto alla serata dedicata al “Progetto Reti di tutela per i minori” che Overseas e CEFA sostengono a Nairobi da circa tre anni.
Qualche settimana fa Fausto e Lia sono ritornati dopo 15 anni in Kenya per rivedere i luoghi nei quali hanno prestato il loro servizio insieme ai loro figli Luca e Anna, rispettivamente di 11 e 8 anni. Il loro viaggio verso Kiruha è iniziato da Nairobi dove l’amico Diego Ottolini sta conducendo un progetto che coinvolge gli street children minori che hanno perso la protezione familiare - e di  conseguenza fermati dalla polizia e collocati nella struttura carceraria - o detenuti in attesa di giudizio definitivo.
Fausto ha descritto il progetto attraverso le immagini riprese nella struttura carceraria “Children Remandh Home” (CRH) in una giornata davvero speciale che  tutta la famiglia ha vissuto insieme ai ragazzi detenuti e al personale educativo coordinato da Diego Ottolini. Il numero varia dai 60 ai 90, l’età tra i 7 e i 18 anni;  maschi e femmine provenienti da tutto il Kenya ma soprattutto dagli slums di Nairobi (Mathare, Kayole, Kibera, Korogocho.... distese di cartoni e lamiere per migliaia e migliaia di persone). Talvolta rimangono  alla CRH per poche settimane, più frequentemente per periodi lunghi e, prima di questo progetto anche per anni, dimenticati da tutti, invisibili per il resto del mondo, privati di ogni diritto.
Il progetto ideato e coordinato da Diego si articola in quattro aree: accompagnamento  individuale, attività pedagogiche, laboratori espressivi e manuali, ricerca del nucleo familiare, sostegno alla rete familiare dopo il rincongiugimento del minore.Seppur a breve distanza il progetto ha già confermato la sua validità come dimostrano i numeri del rapporto annuale.
Ora tocca a noi, ci ha detto Fausto. Conoscere e far conoscere questi ragazzi affinchè non siano più dimenticati, incoraggiare questa iniziativa con la nostra stima e il nostro sostegno economico: questo è Mwembe Mutuma.