Orti urbani al Campo Profughi di Rafah - Gaza

Orti urbani

Per vedere gli orti, visita la galleria fotografica! link http://bit.ly/2HgiqGE

Foto Simone Anzelini.

Nell’ambito del progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo “SOCIAL WATER: miglioramento dell'accesso all’acqua e dei servizi di supporto psico-sociale per minori e famiglie vulnerabili del campo rifugiati di Rafah – Striscia di Gaza” da fine Gennaio è iniziata la realizzazione, grazie alla missione dei consulenti dell’Università di Bologna – Rescue-AB e Horticity e in collaborazione con la sede locale UAWC (Union of Agricultural Work Committees), degli orti urbani in cinque aree del Campo Profughi di Rafah, Gaza. Gli interventi sono infatti stati realizzati sui tetti di quattro scuole UNRWA (Prep. Boys School F, Prep. Boys School C, Prep. Girls School D, Zahrat al Madaine) e sul tetto del Women Center locale.

Gli orti delle scuole utilizzeranno l’acqua proveniente dai sistemi di captazione dell’acqua piovana costruiti da Overseas tra Dicembre 2017 e Gennaio 2018 nell’ambito dello stesso progetto, e già entrati in funzione dopo il passaggio di consegne alle direzioni scolastiche Unrwa. Gli orti realizzati invece sul tetto del Women Center serviranno alla produzione alimentare privata delle donne e delle proprie famiglie, nonché potrà stimolare alcune micro-attività generatrici di reddito.

L’intervento degli esperti dall’Italia, Giovanni Giorgio Bazzocchie Nicola Michelon, ha previsto innanzitutto la formazione di operatori locali sulla realizzazione di orti urbani ‘fuori suolo’: dai fondamenti teorici attraverso momenti introduttivi e formativi per i beneficiari (studenti, insegnanti, donne, personale UAWC), alla costruzione pratica in seguito alla ricerca e all’acquisto di materiali idonei.

Le tecniche proposte (Sistemi Fuori Suolo semplificati - simplified soilless system) rappresentano strategie di autoproduzione alimentare a basso costo, facili da gestire e ad alta resa ed efficienza anche in contesti di scarsità d'acqua o di terreno disponibile: tutti i sistemi usati sono a circuito chiuso, il che assicura maggior efficienza idrica (risparmiando l’80% dell’acqua in confronto con tradizionali sistemi di coltivazione in suolo). Tali sistemi sono pensati per essere replicabili anche a livello domestico dai beneficiari, poiché bastano pochi materiali facilmente reperibili anche di recupero e a costo estremamente contenuto.

I sistemi fuori solo (semplificati) proposti da Horticity e Overseas a Rafah nell’ambito del progetto sono riconducibili principalmente a tre tipologie:

- 3x2m Bottle System : costituito da file di bottiglie di plastica riciclate, collegate tra loro e poste su una struttura in metallo inclinata dove ciascuna fila è irrigata da un gocciolatoreposto nella prima bottiglia. La soluzione nutritiva scorre lungo la fila seguendo l’inclinazione, fino a essere poi raccolta dal sistema di drenaggio e riutilizzata nel sistema, ottimizzando l’efficienza nell’uso di acqua e nutrienti.

- Box substrate system : la struttura è costruita con pallet riciclati e legno grezzo, riempita con suolo alleggerito con vermiculite e dotata di un sistema di drenaggio per l’acqua in eccesso. Questo sistema è più adatto per ortaggi di media dimensione che necessitano di spazio per lo sviluppo delle radici (pomodori, peperoni, cetrioli, melanzane, peperoncini, ecc.), che possono essere piantati in modo alternato a carote o ortaggi da foglia (lattuga, spinaci, ecc.) i quali non saranno in competizione con i primi grazie al più veloce ciclo di crescita.

- Floating system : la struttura è simile alla precedente, ma le piante sono in piccoli vasi o bicchieri di plastica bucati sul fondo, riempiti di substrato e collocati in fori praticati su tavole di polistirolo, le quali galleggiano sulla superficie della soluzione nutriente in modo da immergervi costantemente le radici delle piantine. Questo sistema vede uno sviluppo delle piante molto veloce, ed è usato per lo più per coltivare ortaggi da foglia (lattuga, sedano, bietola) o erbe aromatiche (basilico, coriandolo, prezzemolo).

Durante diversi workshop con i beneficiari sono stati realizzati gli orti con particolare attenzione alla gestione sostenibile di questi spazi e delle colture nel medio-lungo termine. Infatti, il focus dell’intervento degli esperti è stato il test comparativo di diverse tipologie di sistemi per identificare quelli più adatti al clima, verificando l’applicabilità di soluzioni innovative in base ai materiali a disposizione. L’obiettivo è quello di accompagnare la comunità locale nel trovare gli strumenti più adatti al contesto e di formare gli operatori locali rispetto all’analisi e all’adattamento degli input produttivi o delle tecniche di coltura. Questo elemento risulta particolarmente rilevate in una situazione unica quale è la Striscia di Gaza, dove vi è continua incertezza nell’approvvigionamento delle materie prime di cui si necessita e dove vanno sempre tenute in grande considerazione le condizioni delle risorse idriche. 

Overseas e i consulenti Horticity – UniBo si occuperanno nei prossimi mesi del monitoraggio sull’andamento degli orti attraverso una successiva missione degli esperti in Palestina ma soprattutto con costanti contatti con la controparte locale che si è fatta carico della gestione dei sistemi. Sono stati infatti creati dei comitati di gestione sia presso le scuole Unrwa sia presso il Women Center, coordinati dagli operatori del Uawc che sono stati formati appositamente durante la missione.

Il progetto ha coinvolto direttamente, nel complesso dei training e dei workshop, circa n. 60 studenti delle scuole Unrwa e i relativi insegnanti, n. 35-40 donne del Women Center, n. 10-15 operatori e tecnici locali (Uawc e altre organizzazioni).

 

Aggiornamento: dopo sole poche settimane, già le piantine e gli ortaggi sono cresciuti! Sempre qui (link http://bit.ly/2HgiqGE ) è possibile vedere i risultati, sono le ultime foto della galleria, mandateci dai nostri partner locali. Foto Simone Anzelini

Immagini: