Orti urbani al Campo Profughi di Nurshams – Tulkarem, Palestina

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Per vedere gli orti, visita la galleria fotografica! 

https://goo.gl/72qyaY  

Foto di Simone Anzelini

 

Nell’ambito del progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo “Supporto allo sviluppo di un innovativo sistema integrato di gestione dei rifiuti e di sensibilizzazione comunitaria per i rifugiati del campo di Nurshams” e realizzato in co-partenariato con CESVI, si sono svolti a febbraio i training e seminari a cura degli esperti dell’Università di Bologna – Rescue-AB e Horticity.

In analogia con l’esperienza appena svolta a Gaza sempre grazie a Overseas, sono stati realizzati sul tetto della Girls School e della Boys School Unrwa del campo profughi di Nurshams, alle porte della città di Tulkarem nel nord della Palestina, diversi orti urbani utilizzando Sistemi Fuori Suolo Semplificati di tre tipi: 3x2mBottle System, Box substrate system, Floating system (come spiegato nel dettaglio qui http://www.overseas-onlus.org/orti-urbani-al-campo-profughi-di-rafah-gaza ).

La grande adattabilità di questi sistemi alle specificità di ogni ambiente fa sì che gli orti siano da un lato replicabili in numerosi contesti, dall’altro li rende unici in ogni esperienza, in base al clima, ai materiali reperibili, alle caratteristiche dell’acqua, e alle persone che li realizzano.

I beneficiari diretti dei training (circa 25-30 persone in totale) sono stati: studenti degli Environmental Club delle scuole Unrwae relativi insegnanti, donne del Women Center, alcuni membri del Rehabilitation Center e delle altre Community Based Organizations del campo, alcuni sanitation workers. Essi hannoappreso come costruire e gestire gli orti prima grazie a un inquadramento teorico, ma principalmente attraverso laboratori pratici durante i quali hanno costruito i sistemi guidati dagli esperti dall’Italia, Nicola Michelon e prof. Giovanni Bazzocchi, con il supporto di Simone Anzelini e la collaborazione di Raji Najami, consulente locale in agricoltura idroponica il quale seguirà la gestione degli orti fino a fine progetto.

L’esperienza di Tulkarem ha concluso la missione dei consulenti presso i progetti di Overseas in Palestina, i quali hanno sottolineato in particolare la preparazione e l’impegno da parte dei tecnici locali che si occuperanno della gestione nel medio-lungo termine degli orti sia a Gaza sia a Nurshams, nonché la curiosità, la disponibilità e l’entusiasmo dei beneficiari verso questi innovativi sistemi. In generale, si è consolidata la percezione di essere stati ben accolti dalle comunità e che gli stessi orti siano considerati strumenti molto utili, sui quali valga la pena investire energie e risorse, anche e soprattutto a livello individuale e domestico.

L’idea di fondo, infatti, è che questi orti possano essere un supporto a disposizione di chi vive condizioni di fragilità economica (grazie all’autoproduzione alimentare a basso costo e ad alta efficienza) o sociale, in particolare quando si tratta di persone residenti in contesti difficili e marginali quali sono i campi profughi palestinesi.

Gli orti, soprattutto se condivisi/comunitari come in questo caso, costituiscono innanzitutto un’esperienza socializzante e consentono di consolidare il senso di comunità, di creare reti tra le persone e associazioni, nonché permettono di sviluppare alcuni spazi verdi (e magari habitat per flora e piccola fauna) e valorizzare i luoghi di vita in ambienti costituiti totalmente di cemento, abitazioni e, spesso, rifiuti. 

Questo tipo di sperimentazioni promuovono inoltre una dieta e uno stile di vita più sani, così come l’autoproduzione alimentare, garantendo l’accesso a ortaggi ed erbe aromatiche cresciute localmente con modalità accessibili a tutti. Sono infatti sistemi realizzabili in assenza di terreno disponibile o con poco spazio (anche su tetti o terrazzi), richiedono uno sforzo fisico inferiore rispetto agli orti con terreno e le colture registrano maggiore produttività (maggior densità e cicli più brevi) al netto di una efficienza rispetto alle risorse naturali utilizzate.

Nell’esperienza di Nurshams, l’intera comunità del campo ha reagito positivamente all’iniziativa: 

Infatti, a seguito dei training realizzati, i partecipanti hanno manifestato interesse a replicare questa esperienza a casa propria, per cui entro la fine del progetto saranno realizzati anche circa una decina di orti a livello domestico.

Anche altre persone si sono dimostrate incuriosite una volta visti i sistemi realizzati, in particolare anche la popolazione maschile del campo ha manifestato interesse a imparare le tecniche utilizzate e sarà coinvolta nella realizzazione degli orti nell’area che Cesvi e Overseas stanno riqualificando a Nurshams per adibirla a zona verde e coltivabile.

Inoltre, la direttrice della Girls School Unrwa ha chiesto di poter creare un video sulle attività del progetto (orti, workshop, attività di educazione ambientale), al fine di presentarlo come buona pressi alle altre scuole e alle altre dirigenze scolastiche.

Intanto, le attività di Overseas proseguono al Campo di Nurshams, ed è già in fase di preparazione una nuova visita dei consulenti sul campo a fine aprile, al fine di monitorare l’andamento della gestione degli orti, la crescita delle piante, eventuali aggiustamenti necessari e per completare l’allestimento dell’area verde riqualificata che sarà a disposizione dell’intera comunità.

Immagini: