Inserito da Organizzazione Overs 2002-11-15 17:52:29
Argomento:
Palestina - Ain Arik
testimonianza da una terra difficile
Viaggio ad Ain Arik
Nello scorso mese di luglio, Daniele Cantini, un giovane incaricato della Piccola Famiglia dell’Annunciata, si è recato ad Ain Arik per lo svolgimento del progetto riportando questa testimonianza: “Arrivo a Gerusalemme in serata, e da lì mi trasferisco il giorno dopo, con un taxi arabo, ad Ain Arik. Costruire un campo da gioco per i ragazzi può forse sembrare futile in una situazione come quella che la West Bank (e Gaza) sta vivendo da 54 anni, e che si è aggravata di molto dal settembre 2000. In realtà, il progetto piace molto, specialmente a coloro ai quali è destinato: Ain Arik consta di 1300 abitanti, di cui più di 700 sono ragazzi che, a causa dei blocchi stradali e della guerra, non hanno la possibilità né di lavorare né di proseguire gli studi, e dunque un progetto rivolto interamente a loro è assolutamente benvenuto e gradito.
Ho avuto fortuna nell’arrivare ad Ain Arik in un momento di quiete, e di passare là una settimana nella quale non è successo niente di rilevante, il che mi ha permesso di tornare a Gerusalemme la domenica successiva, e di poter lavorare. Ain Arik dista da Gerusalemme solo 22 chilometri, una distanza in effetti molto esigua che comprende due check-points, tra i quali quello, tristemente noto, di Qalandia.
Mi colpisce in modo particolare la lucida determinazione di questa gente, povera, allo stremo, eppure tranquillamente serena nel rivendicare il proprio diritto ad abitare la sua terra. Dopo ogni attacco ci si rialza, dopo ogni “reazione” israeliana si ricostruisce, e dopo aver pianto ci si rimbocca le maniche e si continua a sperare che, un giorno, le cose possano cambiare.
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