Il Kenya è, tra i paesi africani, quello che meglio rappresenta gli squilibri e le contraddizioni della moderna globalizzazione. Infrastrutture all’avanguardia, come l’aeroporto internazionale o i grattacieli del city center, confinano con ampie zone in cui sono assenti anche i servizi di base.
A Nairobi, 4 milioni di abitanti, forti disuguaglianze sociali alternano quartieri lussuosi dotati di ottimi servizi (cliniche private, ristoranti, palestre..) a numerose baraccopoli, in cui vive oltre il 50% della popolazione. Aspettativa di vita sotto ai 45 anni, insicurezza, difficoltà nell’accesso all’acqua, sovraffollamento, ricerca di un lavoro, sono alcune delle sfide quotidiane che gli abitanti devono affrontare.
Famiglie composte da donne sole con figli, assenza di reti di tutela comunitaria e difficoltà nell’accesso all’istruzione, sono tra le cause del fenomeno dei ragazzi di strada.
A Nairobi se ne contano oltre 60 mila: abbandonati, senza diritti, spesso tormentati anche dalla polizia e rinchiusi ingiustamente in carcere, come emerge dai rapporti di Amnesty International.