IL CAMPO PROFUGHI DI SHUFAT

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Lavorare a Shufat rappresenta una situazione difficile  sia per la violenza diffusa sia a causa dei limiti all’accesso; infatti il campo, pur trovandosi all'interno della giurisdizione della città di Gerusalemme e’ circondato sui tre lati dal Muro costruito dalle autorità israeliane. Il campo oggi vive una situazione di sovraffollamento: ad oggi stime di UNRWA contano in 25.000 persone gli abitanti del campo. Dalla sua fondazione (1951) sino ad oggi il campo ha attirato numerose persone che hanno deciso di viverci per non perdere la condizione di “residente di Gerusalemme”, oppure per le condizioni piu’ favorevoli rispetto a Gerusalemme come affitti contenuti e dall'esenzione dal pagamento delle imposte comunali. Di fronte al divieto della Municipalità di Gerusalemme di edificare a Gerusalemme Est in area urbana, il campo di Shu'fat si è sviluppato in verticale con la costruzione di piani aggiuntivi in edifici senza un piano di sviluppo, il  sovraffollamento ha portato alla impossibilità di organizzare un sistema di gestione dei rifiuti efficace nel campo, peggiorando le cattive condizioni di salute dei suoi abitanti, aumentando il degrado ambientale e la mancanza di servizi di base. UNRWA è responsabile della gestione del servizio di raccolta dei rifiuti nel campo ma le risorse disponibili non sono sufficienti per soddisfare le necessita’; in molti casi la spazzatura si accumula per le strade, soprattutto nei fine settimana. Inoltre i vicoli stretti del campo e in pendenza ostacolano l'utilizzo di carrelli o altri veicoli attualmente disponibili per la raccolta a cui si unisce la mancanza di contenitori per lo smaltimento, a cui si aggiunge il fatto che gli abitanti delle aree circostanti al campo scaricano i loro rifiuti nel campo medesimo.

Approfondimenti:

Attività del progetto

Vista delegazione Parlamento Europea al campo Profughi

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