Bambini verde amarelo - Racconti da un’isola in una periferia brasiliana di Jessica Garuti e Elena Maradini

Everton

 

 

Ore sette del mattino, dopo sei ore di pullman, arriviamo a Sehnor do Bonfim, in una giornata grigia e piovosa, che poco ricorda le assolate cartoline del Brasile. Ernesto Valota ci accoglie alla Creche Escola Francisco Galli, una struttura realizzata nel 1997 dall’ONG Overseas di Modena con il coinvolgimento e la collaborazione della comunità locale.

È nata così, vent’anni fa, la Fundacao Sao Francisco Galli che copre i costi della struttura, del materiale didattico, delle spese di manutenzione e gestione della scuola, dei pasti e del personale, attraverso i finanziamenti che regolarmente arrivano dall’Italia. Ernesto, responsabile del progetto, è uno dei volontari della Fondazione insieme a sua moglie, Elza Souza, direttrice della scuola. Inizialmente la struttura accoglieva bambini da 0 a 6 anni, poi sono state introdotte alcune sezioni di scuola elementare e, di recente, è stato avviato un progetto per i bambini più svantaggiati che, a piccoli gruppi, alternano lo studio del portoghese e della matematica a laboratori sportivi e musicali.

Bonfim III: un lento percorso di riscatto

Intorno alla scuola si vedono nugoli sparsi di piccole case colorate, distese di terra e colline di un verde timido, tipico della stagione invernale. Bonfim III è un quartiere periferico di Sehnor do Bonfim che, lentamente e con difficoltà, cerca di intraprendere la strada della riqualificazione. Qui, negli anni Novanta, si viveva senza acqua e corrente elettrica, mancavano assistenza sanitaria, trasporti e istruzione.

Oggi la situazione è notevolmente migliorata ma la vita rimane difficile. “E’ un quartiere pericoloso, soprattutto quando fa buio. Dopo le 18.00 non potete uscire da sole per nessun motivo”: raccomandazioni che ci hanno accompagnato per tutta la nostra permanenza, in contrasto con l’atmosfera ospitale che respiravamo tra le mura della scuola.

Violenza, abbandono di minori, criminalità, prostituzione e tossicodipendenza, il tipico quadro di un contesto ad alta vulnerabilità sociale, difficile da sovvertire quando manca il lavoro o, se c’è, è poco qualificato e inserito in logiche di sfruttamento. In questo contesto, il progetto di Overseas, coinvolgendo attivamente la comunità locale, è intervenuto puntando sull’inclusione, l’uguaglianza, la solidarietà, sulla costruzione di un senso di condivisione tra gli abitanti del quartiere e ponendo le basi per una cittadinanza attiva in grado di adoperarsi per i propri diritti e per costruire insieme le opportunità di una vita migliore. Un percorso durato vent’anni, ma i cui risultati sono evidenti.

La Creche Escola Francisco Galli ospita un laboratorio multimediale, una biblioteca, un’aula per i corsi di balletto, una destinata ad attività per bambini con disturbi dell’apprendimento e disabilità, un campo da calcio, un ampio cortile con giochi, un refettorio, una cucina e una stanza per le cure mediche. Un luogo che rappresenta un’occasione di riscatto per i 180 bambini che frequentano la scuola.

Le difficoltà economiche in cui versano gli abitanti di Bonfim III rimangono tutt’oggi la principale causa di vulnerabilità per i bambini. Lavori sottopagati o ai margini della legalità non sono certo sufficienti ad offrire alle nuove generazioni la possibilità di un futuro migliore. Da tempo la scuola si occupa anche di raccogliere alcuni dati che illustrano bene la situazione. In Brasile esiste un salario minimo, al di sotto del quale un lavoratore non può essere pagato, che viene definito dallo Stato e attualizzato in base all’andamento dell’inflazione annua. La soglia è in realtà molto bassa, circa 300€, quattro volte meno dello stipendio necessario per condurre una vita dignitosa.

Dai dati raccolti nell’archivio della scuola nel 2011 emerge che il 64% delle famiglie del quartiere vive con meno di un salario minimo, il 4% è costretto a vivere con solo un salario. Il restante 32% dispone invece di tresalari.

Le famiglie degli studenti che frequentano la scuola sono numerose ma non riescono a generare un reddito adeguato a far fronte ai bisogni di prima necessità

Everton e Andreza

Everton ha 10 anni, quando riesce a venire a scuola è spesso l’ultimo ad entrare in classe, fatica a stare attento alle lezioni, a volte si addormenta sul banco. Ma qui giudizi come “svogliato”, “pigro”, “poco motivato”, spiegherebbero davvero poco, anzi, nulla.

Unica figura di riferimento per Everton, la nonna, lavora tutto il giorno in un piccolo bar del quartiere che costituisce l’unica fonte di reddito per la famiglia. Gestire un bar in un quartiere dove non c’è granché da spendere, la criminalità è all’ordine del giorno e i pochi clienti sono spesso implicati in traffici illegali, non è proprio una cosa semplice. La nonna di Everton passa le sue giornate dietro al bancone, così Everton rimane al suo fianco per aiutarla e non lasciarla sola, soprattutto nelle ore notturne. Quando entriamo nel bar per conoscere Silva, la nonna di Everton, al bancone c’è solo un cliente e il volto dell’anziana signora si riempie di stupore nel vederci varcare la soglia del suo locale.

Tra le righe della nostra conversazione, trapela la storia di una famiglia difficile, la madre di Everton viene dipinta come una figura assente e implicata in traffici di droga. Il discorso torna velocemente sul racconto della situazione precaria e sull’amore che lega nonna e nipote e che dà forza ad entrambi.

Ogni bambino porta con sé una storia diversa ma le difficoltà economiche, i difficili contesti familiari, spesso accompagnati da problemi psicologici, deficit motori e cognitivi, sono  purtroppo qualcosa che molte di queste storie hanno in comune.

Per questo è stata inaugurata un’aula di Recursos Multifuncional, un laboratorio che ospita attività dedicate ai bambini bisognosi di un ulteriore supporto all’apprendimento e aperto non solo gli alunni della Creche Francisco Galli.

L’aula è stata appositamente ristrutturata ed attrezzata con materiale didattico e con computer speciali: qui insegnanti competenti svolgeranno attività specifiche per tutti gli alunni del territorio che hanno bisogno di e di supporto scolastico.

Nato in collaborazione con la prefettura di Sehnor do Bonfim e con la Segreteria Nazionale dell’educazione, si tratta di un progetto che si pone in rete con tutte le scuole pubbliche del territorio e che diviene per queste un punto di riferimento.

A tagliare il nastro durante la cerimonia di inaugurazione è stata Andreza dopo essersi esibita in un balletto insieme alle sue compagne di scuola.

 

Andreza frequenta il 4° anno, la sedia a rotelle e le disabilità cognitive non le hanno impedito di dedicarsi alla danza. A differenza di Everton, Andreza ha la fortuna di avere due genitori molto presenti che si sforzano di assicurarle tutte le attenzioni necessarie nonostante le esigue risorse economiche, l’assenza di assistenza e un’infinita trafila burocratica per l’ottenimento di qualsiasi agevolazione. Per poter comprare la sedia a rotelle alla figlia i genitori sono stati costretti a vendere l’automobile. Nonostante questo, la madre di Andreza non smette di sorridere, seppur timidamente, nel raccontarci la sua storia. Un sorriso tenace.

Tra poco Andreza completerà il percorso scolastico e questo rappresenta per i suoi genitori una grossa preoccupazione. Sanno che fuori dalla Creche Escola Francisco Galli la vita per la bambina sarà ancora più difficile e loro più soli nell’affrontare la quotidianità, lontano da compagne di classe che hanno imparato l’inclusione e la solidarietà e da un insegnate di balletto che ha dato ad Andreza la possibilità di realizzare il suo Bambini costretti ad essere adulti, infanzie rubate, sfruttate, compresse e invisibili che dentro la scuola trovano una narrazione diversa, un luogo che fa la differenza nelle differenze e che dà loro una voce e uno spazio per esser sé stessi.

“Io conosco tutti questi bambini, uno per uno, e so le storie di ogni famiglia, le difficoltà e i loro traguardi”, Elsa ci aveva accolto così il primo giorno, e a noi sembra di essere ancora tra quelle mura, insieme ai bambini e per loro, sentirne le urla, i canti, vederne i balli, i giochi, partecipare alle lezioni e alle feste, vedere i genitori e i nonni che vanno e vengono continuamente e affiancare le insegnanti, conoscere le loro storie e le loro difficoltà. Gente che lavora e progetta, cammina insieme giorno dopo giorno affrontando la complessità quotidiana a testa alta e con il sorriso.

La Creche Escola Francisco Galli è un crocevia in cui vengono inglobate le storie di vita che popolano il quartiere, un luogo di trasformazione individuale e collettiva, dove tutto può partire dalla più piccola e semplice opportunità di cambiamento e riscatto.

 

 

 

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