Aggiornamenti dal campo profughi di Shu’fat – Luglio 2018

shufat child

Nell’ambito del progetto “Improvement of environment and hygiene conditions of the community of Shufat refugee camp”  finanziato dall’Unione Europea (in partnership con CESVI e Unrwa) e dei cofinanziamenti dalla Regione Emilia Romagna, la Chiesa Valdese e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, sono numerose le novità che riguardano le attività di Overseas durante questa torrida estate palestinese:

  • GREEN ROOFTOP: Proseguono, e anzi stanno per terminare, i lavori di riqualificazione e valorizzazione del tetto del Child Center, associazione della società civile del campo. Il tetto urbano, dotato anche di un palco e di aree verdi, sarà uno spazio al servizio della comunità, in particolare per bambini e adolescenti.  
  • PALBAGS: Prosegue il training di sartoria per un gruppo di donne presso il Women Center, e la produzione di shopper di tessuto, con l’obiettivo di distribuirle alla comunità di ridurre la diffusione della plastica nel campo. Alcuni esempi delle borse e della grafica che vi sarà stampata (con un messaggio di sensibilizzazione al riuso e al rispetto dell’ambiente) saranno portati in Italia da tre donne del gruppo, le quali saranno ospiti a Overseas dal 23 al 29 luglio. Questa missione ha l’obiettivo di condividere buone pratiche, incontrare associazioni locali con esperienze simili e fornire spunti per sviluppi futuri in termini di auto-imprenditorialità femminile nel campo di Shu’fat.
  • INFORMATION AND AWARENESS CAMPAIGN: Prosegue, grazie alla collaborazione di PAEEP, la definizione dei contenuti e degli elementi grafici per la campagna di informazione sul nuovo sistema di raccolta dei rifiuti promosso dal progetto: a breve il sistema sarà implementato da Cesvi e Unrwa presso un quartiere del campo, e la campagna ha l’obiettivo di informare i cittadini su quali sono i cambiamenti, le regole da seguire, le buone pratiche in termini di prevenzione delle malattie, ecc.
  • HOTSPOTS: È in fase di ultimazione la riqualificazione del quartiere Abu Malek, uno dei tre hotspot (aree degradate del campo prima destinate alla raccolta abusiva dei rifiuti), a opera di privati cittadini residenti nell’area.
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